Così ti ricordi di me

“Ti va un uovo crudo?”

“Sì.”

L’uovo gli piace di più, perchè ci può bagnare il pane. Il pane, a Ponte Nero, non diventa mai secco.

Lia prende un piatto pulito dallo scolapiatti e un uovo dal frigo. Spacca il guscio sul bordo del piatto. L’uovo esce dalla crepa tutto in una volta e si allarga sul fondo. Il giallo occupa il centro e il bianco si sistema tutt’intorno, come se avesse sempre saputo dove andarsi a mettere.

“Mangia,” gli dice lei, riprendendo posto a tavola.

Oreste afferra una fetta di pane e la immerge nel giallo, attento a non romperlo. Ma il giallo, bucato dalla crosta, si rompe e cola, da una parte, sul bianco, finché fuoriesce e riempie lo spazio tra il bianco e il bordo del piatto e incomincia a correre intorno al bianco, come una fessura che si apre. Arrivato a metà, si ferma. Come si fa a rimettere il giallo dov’era prima?

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