Le umane parole: L’imitazione nella lirica europea del Rinascimento da Bembo a Ben Jonson

La pratica dell’imitazione letteraria, propria di tutta la cultura rinascimentale, conferisce uno status di classico al testo moderno e un ruolo di prestigio al suo creatore. Quel che distingue l’imitatio dei lirici rinascimentali da tutti i casi passati e presenti è un nuovissimo bisogno di codificazione linguistica e di normalizzazione formale, cioè l’esigenza di conferire, per adeguamento ai testi della tradizione, stabilità di genere alla lirica, rimasta dominio di esercizi estemporanei e anomali.

L’imitazione dei testi classici (Pindaro, Ovidio, Anacreonte o anche il volgare Petrarca) istituisce e fornisce al poeta lirico una voce “d’autore”, che deriva la sua legittimità dalla pretesa di parlare in quei testi come una nuova versione dell’antico.